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  • schoenen
  • materiaal: kunstleer (door de mens gemaakt)
  • synthetische zool
  • platform meet ongeveer 1,25
  • meting (getest sz 6; approx.): hak: 1,5 - trouw aan de maat, nieuw met originele of alrisco schoenendoos.
  • past het niet in de schoenen van je vriendje ?: als je het leuk vindt om de sweatshirts, kleding en jeans van je vriend te lenen, maar niet in zijn schoenen past of gewoon van de look van de androgyne stijl houdt, dan heb je deze in je schoenenkast nodig!
  • <i>why you need these in your collection: these babies can add a polished look to any outfit you wear!</i> <b>waarom je deze nodig hebt in je collectie: deze baby's kunnen een gepolijste look toevoegen aan elke outfit die je draagt!</b> <i>pair with some rolled up trousers, a cute summer dress, or even a simple tee and some shorts!</i> <b>Combineer met een opgerolde broek, een schattige zomerjurk, of zelfs een simpele tee en een korte broek!</b> <i>the possibilities are endless.</i> <b>de mogelijkheden zijn eindeloos.</b> <i>these shoes can update and upgrade your wardrobe effortlessly.</i> <b>deze schoenen kunnen je kledingkast moeiteloos bijwerken en upgraden.</b>
  • <i>check out the details: there's a reason why the oxford and spectator looks are timeless!</i> <b>bekijk de details: er is een reden waarom de looks uit Oxford en de toeschouwer tijdloos zijn!</b> <i>with detailed stitching accents and details, this style adds a touch of class and jazz to the feel of your outfit.</i> <b>met gedetailleerde stikaccenten en details voegt deze stijl een vleugje klasse en jazz toe aan het gevoel van je outfit.</b> <i>the rubber soles give this classic look an update and is perfect for when you are out running errands, running around town, or hanging out with your girlfriends.</i> <b>de rubberen zolen geven deze klassieke look een update en is perfect voor wanneer je boodschappen doet, in de stad rondloopt of rondhangt met je vriendinnen.</b>
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In alternativa, puoi espandere il menu  Foglio del titolo o testo  e digitare manualmente un testo da inviare via fax specificando l’intestazione che deve comparire sulle pagine del documento. Il recapito dei fax avviene nel giro di pochi minuti e vengono effettuati 3–4 tentativi in caso di linea occupata o altri problemi. L’esito finale dell’operazione viene comunicato via email.

STORIA

GLI ALBORI

Sternzeichen Raccontare la storia della Pallacanestro Varese in poche righe è un’impresa ardua: la gloria e le vittorie conquistate sul campo potrebbero riempire pagine e pagine di questo sito. Partiamo dagli esordi, ovvero dalla fondazione che risale al 1945, anno in cui si costituisce la società “Pallacanestro Varese”, anche se il cuore del basket nella “Città Giardino” ha iniziato a battere sin dal lontano 1927 quando un gruppo di atleti della Società Ginnastica Varesina fondò una squadra di “palla al cesto” che giocava sotto il nome di Varese. I colori sociali sin dagli albori furono il bianco e il rosso. Il primo risultato di prestigio arriva nel 1946 con la promozione in serie A, mentre nel 1949 si festeggia il secondo posto in campionato. I primi campioni si chiamano Garbosi, Tracuzzi, Zorzi, Alesini, Gualco, Cerioni, Nesti, Forastieri: per un decennio Varese veleggia nei primi posti della classifica diventando una delle realtà più importanti del basket nazionale. Nel 1954 la Pallacanestro Varese si abbina al primo sponsor della sua storia: è la Storm, ditta di abbigliamento a dare il nome alla squadra.

LA GRANDE IGNIS

Bankleitzahlen Solo due anni dopo, Varese sposa il marchio Ignis creando un binomio che diventerà un mito in Italia e nel mondo e che segna l’inizio di un legame che sarebbe durato ben diciotto anni. Cambiano i colori sociali che diventano il giallo e il blù: sotto questo abbinamento Varese vince la bellezza di sette scudetti (1961,1964, 1969, 1970, 1971, 1973 e 1974), quattro Coppe Italia (1969, 1970, 1971 e 1973), tre Coppe dei Campioni (1970, 1972 e 1973), tre Coppe Intercontinentali (1966, 1970 e 1973) e una Coppa delle Coppe (1967). Gli allenatori protagonisti di questi indimenticabili trionfi, dal primo scudetto del 1961 all’ultimo del 1974, sono: Enrico Garbosi, Vittorio Tracuzzi, Nico Messina, Aza Nikolic e Sandro Gamba. Grazie al mecenatismo di Giovanni Borghi, patron dell’industria varesina e artefice del miracolo sportivo della Ignis, la Pallacanestro Varese infila un trionfo dietro l’altro facendo segnare numerosi record tuttora ineguagliati. In questi anni le sfide con Milano rappresentano una delle maggiori attrazioni nel panorama sportivo italiano. Ritornando ai risultati sul campo è difficile citare tutti i gloriosi protagonisti di queste vittorie. Vogliamo però menzionare gli artefici del primo scudetto del 1961: Gatti, Gavagnin, Maggetti, Vianello, Zorzi, Nesti, Andreo, Borghi e Padovan. Varese detta presto legge anche in Europa conquistando il primo alloro internazionale a Madrid nel 1966 ed è la prima squadra nella storia del basket ad essere seguita da un nutrito gruppo di tifosi organizzati. Gli anni dei trionfi sono segnati da grandi giocatori che creano il mito della valanga gialloblù: Flaborea, Bufalini, Bovone, Villetti, Melilla, Meneghin, Raga, Morse, Ossola, Rusconi, Yelverton, Bisson, Rizzi, Salvaneschi, Zanatta ecc.

IL DOPO BORGHI

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Conclusosi il ciclo Ignis, altri marchi si susseguono sulle maglie della Pallacanestro Varese: Mobilgirgi dal 1975 al 1978; Emerson dal 1978 al 1980; Turisanda nella stagione 1980/1981; Cagiva dal 1981 al 1983; Star e Ciaocrem dal 1983 al 1985, ed, infine, Divarese dal 1985 al 1989. In questi quindici anni, Varese ottiene due successi in Coppa dei Campioni ed altrettanti in campionato e uno in Coppa delle Coppe confermandosi ai vertici del movimento cestistico. Nel frattempo la fuoriuscita della famiglia Borghi dalla società viene assorbita grazie all’avvento di Antonio Bulgheroni che conserverà per una ventina d’anni la proprietà della squadra mantenendola ad alti livelli. Nel 1992 il club varesino, per la prima volta nella sua gloriosa storia, retrocede in A2: diventata nel frattempo Cagiva Group, la squadra biancorossa riuscirà a riconquistare la massima serie nel campionato 1993/1994, grazie soprattutto all’inserimento di un giovane astro nascente del basket europeo, Arijan Komazec. Nell’anno del ritorno in A1 per Varese, guidata per il secondo anno consecutivo da Dodo Rusconi che militerà sulla panchina della sua città per altre due stagioni, si registra un ottimo quinto posto a fine campionato. Sono gli anni del duo Pozzecco – Meneghin e del lancio di tanti giovani varesini. Dalla stagione 1997/98 Varese sostituisce il main sponsor con un pool presentando la squadra con il solo nome della città sulle maglie e, come se ciò non bastasse già per rendere la stagione “particolare”, conquista il terzo posto in campionato e si qualifica per l’Eurolega. Nel 1999 il connubio “Varese Roosters”, sostenuto dal Pool di aziende, vive una memorabile stagione che porta alla vittoria del decimo scudetto della Stella. Nella stagione 1999/2000 Varese vince la Supercoppa Italiana e partecipa al prestigioso Mc Donald’s Championship sfidando i campioni Nba dei San Antonio Spurs.

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    "Tra i nostri programmi - dice ancora Federico - uno di quelli che ci impegna di più ma che ci da più soddisfazione è la trasmissione del mercoledì sera dal Gaslini, dove al padiglione 16 incontriamo tutti i piccoli guerrieri dell'ospedale pediatrico".

    La trasmissione condotta da Don Roberto Fiscer, a maggio  aveva anche portato il saluto di Papa Francesco ai piccoli ospiti del Gaslini , con una telefonata in diretta, pochi giorni prima della sua visita a Genova.

    Mercoledì scorso ha superato il traguardo della puntata numero 60. Intanto, Don Roberto e la sua "ciurma" hanno creato anche "Luci a San Martino", in diretta dal padiglione 6 dell'ospedale San Martino tutti i martedì sera, e hanno già portato uno spettacolo all'interno del carcere di Marassi, Esperienza che presto verrà replicata.


    Il Museo non è solo il luogo dell'identità,
    della conservazione, della ricerca;
    il Museo è soprattutto il luogo delle possibilità:
    una straordinaria occasione per gli uomini di oggi di contemplare le vette e condannare le miserie del passato per cercare di essere cittadini migliori nella contemporaneità.

    Direttore P. Giulierini

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